Lotto Marzo

lotto marzo 

TRA LA FESTA, IL RITO E IL SILENZIO...  SCEGLIAMO LA LOTTA!


Cosa rappresenta l'8 marzo? per noi né la festa delle donne con mimose e cioccolatini ma nemmeno il rito di celebrazione acritico che anno dopo anno non aggiunge né toglie nulla alla riflessione sulla condizione delle donne.
E' una giornata di lotta, un appuntamento pieno di significati che si va a collocare in una stagione ricca di radicalità e protagonismo femminista.

Il 24 Novembre eravamo in piazza per manifestare contro la violenza maschile sulle donne. Violenza che  può esprimersi nel modo più vile, le cui tracce e memoria rimangono sul corpo delle donne violentate e picchiate.
Molto spesso gli aguzzini ce le troviamo tra le pareti domestiche. Picchiatori o carcerieri della micro comunità spacciata per la più rassicurante e amorevole, che prende il nome di famiglia. Altre volte invece la violenza assume forme legalizzate  ma ugualmente dolorose e opprimenti. Dalle assunzioni precarie, il cui ricatto colpisce maggiormente le lavoratrici, ai i numerosi ostacoli posti all'autodeterminazione dall’imposizione di una morale clerico-patriarcale.  Così come violente sono le immagini stereotipate di  una donna a metà tra figlia ubbidiente, moglie devota e madre prolifica e, al tempo stesso, il suo opposto: la donna oggetto dei mass media.

In questi ultimi mesi in Italia stiamo assistendo all'intensificarsi dell'attacco contro i diritti e le libertà delle donne che vede minacciata  oramai a chiare lettere la legge sull'aborto, la 194, che ha permesso, dalla sua entrata in vigore, una significativa riduzione del numero delle donne morte sotto i ferri delle mannane, a causa di aborti clandestini.
Il corpo della donna, la sua sessualità e le sue scelte, sono diventate il terreno su cui le destre e il vaticano stanno combattendo buona parte della battaglia politica, manovrando quotidianamente i propri emissari in parlamento. 
Ma anche da quelle che si definiscono forze "democratiche" e non hanno mai avuto la volontà di schierarsi chiaramente a favore delle donne.

Se non fosse la nostra realtà, farebbe ridere il solo fatto che se desideri un figlio ma incontri difficoltà di concepimento non puoi liberamente ricorrere alle PMA (tecniche di procreazione medicalmente assistita) mentre, al contrario, se non vuoi  metterlo al mondo (o non puoi mantenerlo) vieni ostacolata da chi obietta una scelta libera e consapevole, ritenendo di dover imporre le proprie scelte a tutto un paese in uno stato di dittatura dei corpi. Si parla di aborto come se fosse un argomento di discussione su cui strappare punti di mediazione, invece che di un diritto garantito che anzi potrebbe essere reso molto meno doloroso legalizzando, anche in Italia, la pillola abortiva
RU 486 (sperimentata in quasi tutto il resto del mondo). A concludere questa panoramica l'immancabile cappio al collo: la questione dei salari, dei lavori precari, della disoccupazione e dello smantellamento dello stato sociale. Come possono mettersi al mondo dei figli e rimanere indipendenti, senza lavoro, senza soldi, senza sicurezze?

Ma la lotta riguarda anche il nostro specifico napoletano e la necessità di organizzare una risposta collettiva delle donne contro tutto quello che siamo costrette a vivere in questa condizione esasperata di oppressione patriarcale.
A Napoli atti di violenza contro le donne sono all'ordine del giorno. Le donne vengono violentate e non se ne sa nulla o si sceglie di tacere. Così la violenza subita per strada diventa ancora più insopportabile quando in casa comportamenti omertosi e giustificazionisti costringono la donna al silenzio e all’isolamento.
Ma la violenza contro le donne non è un atto singolo o un avvenimento privato ma va molto oltre i confini della specifica esperienza.
.
La violenza contro le donne è un fenomeno sistematico, generalizzato e inaccettabile.

È uno strumento di oppressione di genere e, in quanto tale, ci riguarda tutte.

Rispondere e lottare insieme è il senso che diamo all’otto marzo.

COLLETTIVO FEMMINISTA DEGENERI

x partecipare... contribuire... informare... lottare :
e mail: degeneri@autistiche.org


8 MARZO: Tra la festa, il rito e il silenzio.. scegliamo la lotta!

Il 23 e 24 febbraio in più di 400, femministe e lesbiche, ci siamo incontrate a Roma per dare un seguito al percorso nazionale iniziato con la manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile sulle donne.

Due giorni in cui i nostri desideri, le nostre differenze e le nostre idee ed elaborazioni politiche si sono incontrate per dare sostanza all'affermazione della nostra autodeterminazione.

 

Abbiamo discusso insieme delle strategie di resistenza e trasformazione del mondo che abitiamo e delle pratiche che intendiamo agire per fermare la violenza maschile che si manifesta in varie forme: quella che avviene in famiglia, quella delle istituzioni e delle leggi che espropriano e controllano i nostri corpi, del sistema economico che precarizza le nostre esistenze, della cultura e della formazione che ci educa alla passività e alla subalternità, dell'eterosistema che costringe i nostri desideri e le nostre relazioni all'interno del modello unico dell'eterosessualità.

 

Abbiamo discusso di spazio pubblico, della sua presunta neutralità e della necessità di riappropriarci di tutti gli spazi con la nostra pratica collettiva e autodeterminata.


Abbiamo parlato dell'accesso e della riappropriazione da parte delle
donne delle tecnologia
e dei mezzi di comunicazione tramite l'utilizzo del free-software, nei differenti media.


Abbiamo parlato di razzismo, cercando di partire da noi per esplorare la complessità del rapporto con l'altra, anche alla luce dei nostri privilegi, sottolineando che non possiamo dirci autodeterminate se a tutte, e quindi anche alle donne migranti, non vengono garantiti quei diritti che rivendichiamo e riteniamo minimi per la nostra esistenza.

 

Il sommovimento femminista e lesbico ha espresso la necessità di altri momenti di confronto e discussione, nonchè di proseguire la lotta facendo vivere le nostre elaborazioni nei prossimi appuntamenti che verranno costruiti:

• un presidio il 4 marzo sotto il Tribunale di Bologna per un processo per stupro;
• un presidio il 5 marzo sotto la sede della Corte di cassazione a Roma per solidarietà alle donne che hanno denunciato per stupro un medico anestesista;
• presidio il 18 marzo a Perugia, sotto il tribunale dove si terrà l'udienza preliminare per l'uccisione di Barbara Cicioni da parte del marito;
• una manifestazione nazionale a maggio in una città del sud contro la violenza maschile nelle sue varie forme;
• due giorni di discussione nazionale forse nel mese di giugno;
• una campagna nazionale per l'autodeterminazione e la libertà delle donne e delle lesbiche che si articolerà attraverso le proposte discusse dai vari gruppi  tematici;
un 8 marzo autorganizzato da femministe e le lesbiche a livello territoriale che rilanci la lotta per l'autodeterminazione, manifestando con lo striscione comune: «Tra la festa, il rito e il silenzio noi scegliamo la lotta!».

 

L'assemblea ritiene necessario che femministe e lesbiche producano conflitto in piena autonomia e in modo autodeterminato.

Esprimiamo un forte e chiaro no alla strumentalizzazione a fini elettorali dell'8 marzo da parte di cgil cisl e uil, organizzazioni che sostengono politiche familiste e di controllo sui corpi e a cui non deleghiamo l'espressione del nostro pensiero e delle nostre pratiche politiche.


Assemblea nazionale di femministe e lesbiche

Roma, 24 febbraio 2008

http://flat.noblogs.org/

 

 


BLITZ ANTIABORTISTA...Autodeterminazione è Resistenza!]

Ieri pomeriggio super blitz al nuovo policlinico di Napoli nel reparto di ostetricia.


Una bomba a forma di pancione? no
Camorristi con la cuffia da infermier@?no
Una scena di RIS, carabinieri, la squadra o scuola di polizia? nemmeno.

7 uomini in divisa hanno fatto irruzione ieri pomeriggio al nuovo
policlinico per indagare su un interruzione di gravidanza di un feto
malformato.


I paladini del /Sacro Embrione/ cercavano un'irregolarità nella
procedura di aborto, segnalata, dicono, da una telefonata anonima.
Evidentemente il movimento per la vita sta studiando nuove forme di pressione psicologica, giocando anche sulla leggendaria arguzia delle nostre forze dell'ordine, sempre capaci di fiutare un vero reato!
Infatti si trattava di una folle bufala...


La donna è stata spaventata, interrogata, messa sotto pressione dopo soli 20 minuti dall'aborto e con lei anche la sua vicina di letto.
Criminalizzate entrambe in un momento così delicato.

Di cosa altro ci accuseranno? Cospirazione alla vita? Sovversione al
ruolo di madre? Capi di reato che fanno luccicare gli occhi alle alte gerarchie ecclesiastiche, ai pancioni del tubo catodico come Ferrara, a vecchi e nuovi fascisti che parlano da balconi, pulpiti, microfoni,
salotti televisivi e aule del parlamento.
Non si tratta di una fatto di cronaca e nemmeno di un ennesimo ma
isolato episodio che vede calpestati i diritti.


Quando si parla di donne purtroppo da un pò di tempo a questa parte si parla di una strategia di attacchi ripetuti e collegati tra di loro che mirano non a ledere ma a cancellare del tutto quei diritti che il movimento delle donne si è conquistato e che sono il requisito *minimo* per cui oggi si sentono meno casi di donne morte sotto i ferri da calza delle mannane per un aborto clandestino.


Questo non è un semplice comunicato, perchè come altre volte nella storia non ci limiteremo a denunciare ma resisteremo fino a quando non sarà solo la donna a scegliere per sè e l'autodeterminazione l'unico metro per giudicare le decisoni prese sul nostro corpo

per info.

degeneri@autistiche.org


Assemblea AntiRATZIsta

                                                                                      

Verso la manifestazione NO VAT 2008

 

Giovedi 7 febbraio ore 14.00  
Palazzo Corigliano (P.zza San Domenico)      

Assemblea AntiRATZIsta

Il 24 novembre un fiume di donne scende in piazza contro la violenza maschile, denunciando come questa si consumi nella maggior parte dei casi nella "santa" famiglia e affermando che l'accusa agli immigrati è solo un modo ipocrita e razzista per sotterrare i problemi della nostra società.
Ma siccome la miglior difesa è l'attacco, subito si decide di colpire le donne direttamente sul loro corpo:  gerarchi del vaticano e lacchè di corte riaprono la discussione sulla
194 . Di questi giorni la proposta di moratoria dell'aborto e protocolli deontologici di ospedali che impongono la rianimazione del feto per interruzioni di gravidanza volontarie per motivi di salute.
Tutti vogliono riscrivere la storia e Ratzi rilancia e
revisiona:
messa di spalle e in latino per accontentare gli amici in camicia nera; beatificazione di 498 "martiri" franchisti; riabilitazione del processo a Galileo. In italia è in atto una guerra contro i diritti; dalle disastrate aule del parlamento fino alle schiere vaticane,in modo unanime e compatto si afferma il valore della religione cattolica e degli interessi economici.

Solo su questo non c'è crisi.

 

Discutiamo con: 

Porpora Marcasciano - Mit-Facciamo Breccia / Lollo- collettivo lgbtq “Sui generis” Roma / Alfonso De Vito- attivista antifascista 

..a seguire..

Mostra FotograficaScatti di Libertà a cura del Collettivo Degeneri / Spettacolo di Giulia De Filippo Riciakkami con la pietra lavica: il riepilogo 

Manifestazione No Vat 9 febbraio 2008

Pullman in partenza da Napoli. Per Info: degeneri@autistiche.org

Verso la manifestazione NO VAT 2008.doc


Il TAR del Lazio boccia la legge 40

Tutto ha inizio con due sentenze a Firenze e a Cagliari in cui i giudici bocciano le linee guida della legge 40. 

Poi, i primi di gennaio, un ricorso al Tar Lazio..

ROMA - «Non solo irrazionale ma addirittura fuori del senso morale è semplicemente pensare che si debba procedere all' impianto per poi, successivamente alla valutazione clinica del feto, procedere a un aborto». Durissima Isabella Mariani nell' ordinanza con la quale ha autorizzato una coppia milanese a selezionare gli embrioni in modo da scegliere quelli senza difetti genetici e sperare di avere figli sani. Una tecnica vietata in Italia dalle linee guida sulla fecondazione assistita. (fonte corriere della sera: http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/2008/01/co_9_080106025.xml).

Oggi la sentenza del tribunale amministrativo che disapplica le linee guida della legge e apre spazio a dichiarazioni di incostituzionalità, per quel che riguarda la diagnosi preimpianto e il  limite di tre embrioni impiantabili..

Il Tar del Lazio ha mandato all'esame della Consulta le norme ed ha annullato le linee guida nella parte che vietavano la diagnosi preimpianto. Da subito e per tutte le coppie, secondo i legali che hanno presentato il ricorso di un gruppo di associazioni (Madre Provetta, Amica Cicogna, Warm e altre) è quindi possibile la diagnosi preimpianto degli embrioni nella fecondazione assistita. Oggi l'esame è vietato e le donne rischiano di dovere abortire successivamente se l'embrione non è sano. Le linee guida sulla legge 40 sono, secondo il tribunale amministrativo, illegittime per eccesso di potere. In particolare il giudice ha fatto riferimento alla legge, che consente una sperimentazione e una ricerca terapeutica sull' embrione, per affermare la fondatezza e la legittimità della diagnosi genetica preimpianto. Di conseguenza, ha spiegato Gianni Baldini, il legale che ha assistito nel ricorso l'associazione Madre Provetta, "la diagnosi genetica preimpianto, in forza di una interpretazione costituzionalmente orientata della legge, deve ritenersi del tutto legittima".

La III Sezione del Tribunale Amministrativo solleva anche la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14 commi 2 e 3 della legge 40/04, nella parte in cui prevede per il medico la possibilità di produrre un numero di embrioni non superiore a tre e l'obbligo del contemporaneo impianto. Una norma che risulterebbe in contrasto sia con l'articolo 3 che con l' articolo 32 della Costituzione, in quanto a fronte di una tutela dell'embrione relativa, il bilanciamento degli interessi espresso dalla norma non risulta corretto perché non terrebbe conto delle variabili quali la salute, l'età, le esigenze sanitarie nel caso concreto, le specifiche cause della sterilità della coppia. "Ottima la decisione del Tar del Lazio che boccia le linee guida sulla legge 40 varate dal governo Berlusconi, linee guida che sono più restrittive e oscurantiste della legge", ha affermato il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero. Esultano le associazioni che hanno promosso i ricorsi.

"Ora subito nuove norme, una riscrittura della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita e nuove linee guida", invoca Monica Soldano, presidente dell'associazione Madre Provetta. "E' un grande giorno per tutte le coppie che non dovranno rinunciare ad un figlio per paura di trasmettere una grave malattia, quelle coppie che non hanno i soldi per l'estero, e quelle coppie che rinunciano dopo vari tentavi in paesi stranieri" commenta invece Filomena Gallo, Legale delle associazioni Amica Cicogna onlus e L'altra cicogna onlus.. (fonte ansa
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_11536716.html)

Si tratta di sentenze importanti, anche se resta il rammarico per non essere riusciti politicamente a bloccare/modificare la legge.

Se, infatti, sulle questioni bioetiche della protezione dell'embrione a discapito del corpo delle donne e della salute del possibile nascituro si solleva il dubbio di incostituzionalità, c'è ancora da lottare per mettere in discussione la parte della legge che permette solo l'inseminazione omologa restringendola alle coppie eterosessuali.                                              

Centri europei dove la procreazione assistita è consentita a singole o coppie lesbiche: http://www.famigliearcobaleno.org/info_centri.html  

Legislazioni straniere http://www.molecularlab.it/dossier/procreazione_assistita/legge_40/legislazione_estera.asp

Report sulla legge e referendum: http://www.uaar.it/laicita/procreazione_assistita/