Il consiglio comunale di Roma dice NO al registro delle unioni civili

 

"Poco prima della votazione due ragazze di ARCILESBICA gridano "Vogliamo
le unioni civili" e si baciano davanti al Consiglio.
Altro momento di cofusione.
Si vota : delibera bocciata !"

Per Veltroni e il Pd la posta in gioco era il dialogo con il Vaticano

Un registro delle unioni civili nella capitale della cristianità sarebbe stato inccettabile oltretevere. Un editoriale ha dettato la linea al Campidoglio (articolo pubblicato sul manifesto 18-12-2007)

Mimmo De Cillis


Su Roma, capitale della cristianità, non si può transigere. La situazione di altri comuni italiani può anche passare sotto silenzio, ma a Roma si dà battaglia. Sull'istituzione del registro della unioni civili in Campidoglio, l'accordo fra Vaticano e vicariato (cioè la diocesi di Roma) è stato pieno e la sintonia totale. D'altronde al di là del Tevere parlava Tarcisio Bertone, il segretario di stato vaticano che, nell'ultimo incontro con Walter Veltroni, le ha «cantate» direttamente al sindaco, senza spazio a esitazioni o diplomazie che, da buon genovese, conosce e usa ben poco. Il sodo era: «se voi del Pd volete aprire un dialogo con il Vaticano, questo registro non s'ha da fare». Dall'altra parte del Tevere, insediato nel palazzo lateranense del vicariato c'era ancora l'inossidabile Camillo Ruini, uscito di scena dalla presidenza dei vescovi italiani, ma ancora a capo della diocesi romana, a cui compete la questione.

Il cardinale ha telecomandato un duro editoriale su Romasette che tocca questioni riguardanti, appunto, la chiesa nel territorio di Roma. La redazione del foglio, supplemento domenicale dell'Avvenire, si trova nello stesso palazzo dove Ruini abita e ha i suoi uffici.

L'avvertimento è partito con chiarezza: «Le battaglie ideologiche non servono a nessuno», e la discussione sul registro delle unioni civili vuole solo creare lacerazioni e scompiglio nell'opinione pubblica. Infatti, si afferma, se lo stesso ordine del giorno del consiglio comunale riconosce che la legislazione nazionale «non consente di riempire di contenuti dette proposte», dunque si riconosce una competenza al parlamento, perché insistere in una dichiarazione che, di fatto, non avrebbe alcun effetto concreto? E poi, nota l'editoriale di Romasette, tutto ciò è ancor di più inaccettabile a Roma, «città che è punto di riferimento dei cattolici di tutto il mondo e custodisce le memorie di una civiltà basata sui valori fondanti della persona». Per concludere, ecco il serrate-le-fila che sa di crociata: «I cattolici che siedono in Consiglio comunale, e tutti coloro che considerano la famiglia fondata sul matrimonio come la struttura portante della vita sociale, da non svuotare di significato attraverso la creazione di forme giuridiche alternative, saranno dunque presto chiamati a mostrare la propria coerenza e la propria determinazione».

Quella sulle unioni civili a Roma è per la chiesa italiana e per la Santa sede, una prova importante su cui giudicare Walter Veltroni e capire il posizionamento che il Partito democratico vorrà tenere su questioni etiche e di coscienza. La chiesa rivendica il diritto di appellarsi alla sensibilità dei cattolici presenti in modo trasversale nei diversi schieramenti politici per difendere temi cari alla dottrina. Anche se, in tal modo, si tratta di legiferare per la totalità della popolazione, che sia di un comune o dell'intera nazione, penalizzando la parte laica della società. Ma a questo argomento gli alti ecclesiastici fanno orecchi da mercanti. E benedicono la manifestazione dei gruppi integralisti cattolici che ieri hanno annunciato mobilitazione per «difendere i valori non negoziabili». E anche monsignor Rino Fisichella, cappellano di Montecitorio e rettore della Pontificia università lateranense, non ha mancato di far sentire il suo richiamo ai politici, ricordando che, su questi temi, «la chiesa ha il dovere di intervenire». La chiesa tutta, dunque, al di qua e al di là del Tevere, si è messa di traverso per impedire l'istituzione del registro. Che, a questo punto, vista l'acquiescenza e la sudditanza dei fedelissimi che siedono sugli scranni del Campidoglio come di Montecitorio, ha ben poche possibilità di spiccare il volo. Il buon Walter, da parte sua, potrà «salvare capra e cavoli», dicendo candidamente ai laici: «Ci abbiamo provato», e rassicurando le porpore: «Non se ne fa nulla».


Tuniche o camicie il nero non ci piace!

tuniche o camicieIL
VATICANO MARCIA SU ROMA

498 franchisti beatificati
nell'anniversario

della marcia su Roma

Domenica 28 ottobre 2007, anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati in San Pietro 498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici, saranno beatificati perché, secondo i prelati spagnoli, sono "martiri della Repubblica". Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai realizzate, è prevista una folla di fedeli (filofranchisti) dalla Spagna e il battage pubblicitario delle grandi occasioni sui media italiani.
La gerarchia vaticana con questa azione di massa entra violentemente nel dibattito politico spagnolo: il governo Zapatero sta per varare una legge sulla memoria che condanni il franchismo e la chiesa cattolica spagnola, supportata da Ratzinger, prende posizione in questo modo.

Ma d'altro canto, attraverso questa iniziativa, le gerarchie vaticane continuano a fare politica in supporto al fronte clerico fascista: la scelta della data della marcia su Roma allarga il significato dell'operazione e la colloca nel tentativo sempre più visibile di sdoganamento e legittimazione del fascismo, tentativo operato dall'integralista Ratzinger per affermare un modello di società chiuso e reazionario, patriarcale, omofobico e razzista.

La beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è un esempio vergognoso di revisionismo storico, la strategia vaticana è ancora il vittimismo: si costruisce un'iniziativa per mostrare il clero come vittima di sanguinari comunisti quando la realtà storica racconta che la chiesa fu parte di una reazione fascista che portò in Spagna alla guerra civile e all'instaurazione della dittatura. D'altra parte in Italia conosciamo bene questa tattica vaticana: negli ultimi mesi si cerca di far passare la chiesa cattolica, gli esponenti del clero e persino i politici che dichiaratamente ne supportano le istanze come vittime di una campagna anticlericale, quando, al contrario, la chiesa cattolica condiziona in modo sempre più palese la vita culturale, politica e sociale del nostro paese e conduce una campagna di istigazione all'odio e alla violenza contro donne, lesbiche, gay e trans che produce aggressioni, stupri, omicidi e diffusa intolleranza.

Dall'operazione revisionista che verrà celebrata domenica 28 ottobre esce rafforzata la marcia del dissolvimento della laicità (voluto dal Vaticano e operato dalla politica istituzionale) e la fascistizzazione della società, basata sulla creazione della paura e sulla caccia alle streghe dello scontro di civiltà; ne fanno le spese, ancora una volta, tutte le soggettività non conformi al modello unico dominante, la verità storica, l'antifascismo fondamento del nostro vivere civile.

Coordinamento Facciamo Breccia

www.facciamobreccia .org


radiodegenere su radioazioni

Tremate…
dopo tante minacce il vostro incubo peggiore diverrà realtà: il pastore tedesco verrà a riprendersi le sue pecorelle smarrite.
Il prossimo fine settimana infatti, in occasione dell’incontro interreligioso, il vecchino dallo spiccato accento tetesco, che vanta un passato in nero, che riapre le porte ai nazisti in tunica e santifica lo scontro tra culture, verrà a Napoli a portare il suo “messaggio di pace”.

se  ti senti una pecora viola e vuoi tenerti lontano dal gregge perché:
anche tu credi che sia ipocrita la volontà di costruire la pace di chi rafforza il potere con lo scontro tra culture
anche tu temi che le uniche parole comuni che possano trovare i gerarchi siano patriarcato e omofobia
anche tu sei stuf* di non riuscire a liberarti delle moralizzazioni, dei sensi di colpa  e dei retaggi più subdoli di una religione che forse neanche ti appartiene
anche tu proprio non riesci a sopportare che i tuoi diritti dipendano dai diktat e dagli anatemi del Capo di uno Stato che tu neanche hai votato
anche tu vuoi resistere ai valori che la Chiesa diffonde e i fasci difendono con le mazze


dai voce al tuo istinto di comunicare … dire… fare… baciare...
o semplicemente urlare “steveme scarz ‘a munnezz”

noi ci mettiamo musica  aperitivo e microfoni aperti
tu porta due parole su Pace Autodeterminazione Laicità Antifascismo.


Not in my slip!!!


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