ANCORA SUL BLITZ AL II POLICLINICO

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Con un solo voto di scarto il plenum del Consiglio Superiore della 
Magistratura ha approvato un documento che di fatto "assolve" il 
pubblico ministero della Procura della Repubblica di Napoli, il pm
Vittorio Russo, il magistrato che diede disposizioni alla polizia sugli
accertamenti da compiere, disponendo tra l'altro che venisse sentita la
paziente sottoposta all'interruzione di gravidanza direttamente in
corsia e sequestrato il feto.
Il documento del Consiglio dichiara che nulal puo' essere mosso al pm
che ha disposto accertamenti «congrui e opportuni».
Congruo e opportuno è l'irruzione della polizia armata in corsia?
Congruo e opportuno è l'interrogatorio ad una donna che ha appena subito
un intervento doloroso direttamente nel letto dell'ospedale?
Congrua e opportuna è l'autorizzazione ad un blitz per un reato che non
esiste quale il "feticidio"?

nessuna donna può dimenticare quei giorni in cui il dibattito politico
si consumava sul corpo delle donne e come quell'operazione si
caratterizzava per un forte connotato ideologico proprio contro di loro.
è per questo che rigettiamo al mittente l'auspicio del CSM <<sempre, in
casi analoghi, ci sia l'impegno di tutti i soggetti coinvolti in
indagini di polizia giudiziaria, compresi i magistrati, perchè si
garantisca la massima tutela dei diritti e delle aspettative delle
persone coinvolte, specie se in situazione di difficoltà o debolezza»
perchè non riteniamo che questto sia avvenuto in quei giorni di febbraio.


è per questo che oggi accogliamo questa sentenza come un'assoluzione non

ad un magistrato , ma ad un' aggressione ed un atto di violenza sul

corpo di una donna e attraverso di lei un attacco alla rivendicazione di

autodeterminazione di tutte le donne.

a tale risponderemo




Qeer & the City


Comunicato di Solidarietà ai Collettivi dell’Università La Sapienza di Roma

Al Coordinamento dei Collettivi della Sapienza.

Ai Compagni/e tutti/e.




Gli avvenimenti di cui siete stati vittime in questi giorni si inseriscono all’interno di un contesto molto più ampio e complesso che ci riguarda tutti da vicino.
Infatti, a parte Roma dove la situazione è seria e difficile, sempre più stiamo assistendo ad un incremento di atti violenti ed intimidatori da parte di quella manovalanza fascista tanto corteggiata dai gruppi di potere padronale e politico, in vari luoghi del paese. Poche settimane fa è stato ucciso Nicola e come Renato un anno fa la mano è sempre fascista. Le azioni compiute dai gruppi fascisti si insinuano in un clima, altamente pericoloso, fomentato da strumentalizzazioni politiche ed interessi particolari. I fatti accaduti a Napoli contro la componente Rom, e contro i/le migranti in generale, mostrano come si sia attivato un razzismo di massa all’interno della società italiana.


Pogrom, deportazioni, roghi non sono cosa nuova nella storia, ma oggi sembra essere sottovalutata la diffusione e il ritorno di ideologie razziste di chiara ed evidente matrice nazifascista. Del resto le sterili polemiche che in questi giorni hanno attraversato in maniera del tutto strumentale i massmedia riguardo i fatti accaduti alla Sapienza, al Pigneto, ma anche il tentativo di giustificare i roghi ai campi Rom di Ponticelli, lo stesso linguaggio utilizzato dall’opinione pubblica, gli evidenti tentativi di seppellire la vera informazione, dimostrano quanto sia mediocre il panorama  sociale e politico medio italiano. Panorama nel quale ogni tentativo di neutralità, di spoliticizzazione e minimizzazione di questi avvenimenti costituisce una posizione politica di parte che, non solo legittima valori e pratiche politiche che in Italia sono anticostituzionali, ma che tenta anche di risolvere la crisi di polarizzazione sociale che il paese vive negando le responsabilità della classe dirigente e spostando il conflitto all’interno del settore sociale che la subisce.

Quello a cui stiamo assistendo è una forte offensiva reazionaria mossa da vari soggetti – padronato, Vaticano, fascisti e opportunisti dell’ultima ora – nel tentativo di azzerare le conquiste ottenute in anni di lotte sociali. E' di ieri la dichiarazione di Ratziger alla CEI in cui si dimostra compiaciuto per il clima (securitario?violento?razzista?) che si respira in Italia dall'avvento del Governo Berlusconi. E questo coinvolge tutti: dalle donne ai/alle migranti, ai lavoratori e alle lavoratrici in generale, gay e lesbiche, ma anche le comunità locali che cercano in tutti i modi di contrastare, attraverso forme di partecipazione democratica dal basso, l’usurpazione dei propri diritti e la militarizzazione dei propri territori. Del resto la criminalizzazione delle lotte, dell’omosessualità e della diversità culturale, la retorica familista e patriarcale così come i discorsi paternalisti di confindustria costituiscono un’unica ideologia di conservazione dei privilegi e di riproduzione dello status quo sociale ed economico.


Per far questo, e trovare legittimità, viene fomentato a sua volta un clima esasperato di paura, odio, ignoranza, xenofobia e omofobia (solo in questi ultimi giorni ci sono state aggressioni al circolo Mario Mieli, al giornalista Christian Florise ad un gruppo di Tran al quartiere Predestino). E proprio in questo terreno fertile che la manovalanza fascista prospera indisturbata, e matura la consapevolezza di essere protetta e giustificata in ogni modo.

Riteniamo quindi che ci siano evidenti responsabilità politiche e morali da parte delle istituzioni politiche, e che l’Università debba essere, e rimanere, luogo libero di produzione del sapere, conoscenza, idee, confronto, atti a contrastare queste pericolose tendenze, sia sul piano pratico, sia sul piano politico, morale ed etico.

 

Considerato tutto ciò, vi esprimiamo la nostra piena solidarietà, accanto alle compagne e ai compagni dei collettivi

 

I Compagni/e del Collettivo RadioAzioni.tk,

Collettivo femminista Degeneri,

Napoli, Università L’Orientale.


Repressione a Chiaiano

 

Ancora una volta le donne animano i presidi e si assumono la responsabilità della difesa di un’intera comunità. Anche ieri a Chiaiano, donne giovani ed anziane, unite resistevano alle brutali cariche della polizia. Il ruolo di madre imposto dalla società le vorrebbe ai fornelli, e invece queste madri si ribellano e scendono in piazza e  per curare davvero il futuro dei loro figli scendono in piazza a resistere in prima linea. Una giovane donna, all’ ottavo mese di gravidanza, proprio per “garantire la vita del nascituro” era in piazza con tutte le altre a protestare, negli scontri, tra le cariche ha abortito. Stavolta chi difende la vita e chi è l’assassino?

adesso siamo ancora più arrabiate, e non sarà di certo la paura della repressione a ricacciarci nelle cucine.

resisteremo un minuto in più

 

fonte foto:     http://napoli.indymedia.org/node/4173


Four Women ... against the racism!!!