LA 194 NON E' SOLTANTO UN AUTOBUS

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9 MARZ0

In diretta dal centro sociale Officina 99 InsuTv - televisione di strada dei movimenti napoletani - presenta: DOMENICAUT - 9 Marzo 2007 dalle ore 16.30: "LA 194 NON E' SOLTANTO UN AUTOBUS..."
Libertà di scelta, autodeterminazione, diritto all'aborto e alla maternità: le lotte delle donne, le conquiste, i diritti negati, le nuove aggressioni e i nuovi movimenti Una narrazione di genere in voci, suoni e immagini
Perchè tra la grande manifestazione femminista e autorganizzata del 24 novembre e il blitz antiabortista di 7 poliziotti nel policlinico di Napoli si dipana un conflitto che mette in discussione anche le parole con cui lo raccontiamo...
Interventi in studio di attiviste, avvocatesse, immigrate Materiali video realizzati in città: Il funzionamento della 194 nelle strutture sanitarie pubbliche; La medicalizzazione e le speculazioni contro il corpo femminile; La percezione sociale dei nuovi attacchi all'autodeterminazione delle donne La libertà è (in) movimento Le donne di Gianturco contro la bomba ecologica nella ex-Manifattura Tabacchi
Musica-live con Libera Velo,
cucina sociale
In diretta su InsuTv (Canale S19 - 98; 287 Mhz) nel centro storico di Napoli;

Domenicaut è la prima trasmissione che ti invita a spegnere la tv e raggiungerci al centro sociale (via Gianturco 101 - vicino la metro) per partecipare alla comunic/azione www.insutv.it/domenicaut Alle ore 21.00 proiezione nel centro sociale della puntata di Report sui rifiuti:TERRA BRUCIATA di Bernardo Iovene 

 


Lotto Marzo

lotto marzo 

TRA LA FESTA, IL RITO E IL SILENZIO...  SCEGLIAMO LA LOTTA!


Cosa rappresenta l'8 marzo? per noi né la festa delle donne con mimose e cioccolatini ma nemmeno il rito di celebrazione acritico che anno dopo anno non aggiunge né toglie nulla alla riflessione sulla condizione delle donne.
E' una giornata di lotta, un appuntamento pieno di significati che si va a collocare in una stagione ricca di radicalità e protagonismo femminista.

Il 24 Novembre eravamo in piazza per manifestare contro la violenza maschile sulle donne. Violenza che  può esprimersi nel modo più vile, le cui tracce e memoria rimangono sul corpo delle donne violentate e picchiate.
Molto spesso gli aguzzini ce le troviamo tra le pareti domestiche. Picchiatori o carcerieri della micro comunità spacciata per la più rassicurante e amorevole, che prende il nome di famiglia. Altre volte invece la violenza assume forme legalizzate  ma ugualmente dolorose e opprimenti. Dalle assunzioni precarie, il cui ricatto colpisce maggiormente le lavoratrici, ai i numerosi ostacoli posti all'autodeterminazione dall’imposizione di una morale clerico-patriarcale.  Così come violente sono le immagini stereotipate di  una donna a metà tra figlia ubbidiente, moglie devota e madre prolifica e, al tempo stesso, il suo opposto: la donna oggetto dei mass media.

In questi ultimi mesi in Italia stiamo assistendo all'intensificarsi dell'attacco contro i diritti e le libertà delle donne che vede minacciata  oramai a chiare lettere la legge sull'aborto, la 194, che ha permesso, dalla sua entrata in vigore, una significativa riduzione del numero delle donne morte sotto i ferri delle mannane, a causa di aborti clandestini.
Il corpo della donna, la sua sessualità e le sue scelte, sono diventate il terreno su cui le destre e il vaticano stanno combattendo buona parte della battaglia politica, manovrando quotidianamente i propri emissari in parlamento. 
Ma anche da quelle che si definiscono forze "democratiche" e non hanno mai avuto la volontà di schierarsi chiaramente a favore delle donne.

Se non fosse la nostra realtà, farebbe ridere il solo fatto che se desideri un figlio ma incontri difficoltà di concepimento non puoi liberamente ricorrere alle PMA (tecniche di procreazione medicalmente assistita) mentre, al contrario, se non vuoi  metterlo al mondo (o non puoi mantenerlo) vieni ostacolata da chi obietta una scelta libera e consapevole, ritenendo di dover imporre le proprie scelte a tutto un paese in uno stato di dittatura dei corpi. Si parla di aborto come se fosse un argomento di discussione su cui strappare punti di mediazione, invece che di un diritto garantito che anzi potrebbe essere reso molto meno doloroso legalizzando, anche in Italia, la pillola abortiva
RU 486 (sperimentata in quasi tutto il resto del mondo). A concludere questa panoramica l'immancabile cappio al collo: la questione dei salari, dei lavori precari, della disoccupazione e dello smantellamento dello stato sociale. Come possono mettersi al mondo dei figli e rimanere indipendenti, senza lavoro, senza soldi, senza sicurezze?

Ma la lotta riguarda anche il nostro specifico napoletano e la necessità di organizzare una risposta collettiva delle donne contro tutto quello che siamo costrette a vivere in questa condizione esasperata di oppressione patriarcale.
A Napoli atti di violenza contro le donne sono all'ordine del giorno. Le donne vengono violentate e non se ne sa nulla o si sceglie di tacere. Così la violenza subita per strada diventa ancora più insopportabile quando in casa comportamenti omertosi e giustificazionisti costringono la donna al silenzio e all’isolamento.
Ma la violenza contro le donne non è un atto singolo o un avvenimento privato ma va molto oltre i confini della specifica esperienza.
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La violenza contro le donne è un fenomeno sistematico, generalizzato e inaccettabile.

È uno strumento di oppressione di genere e, in quanto tale, ci riguarda tutte.

Rispondere e lottare insieme è il senso che diamo all’otto marzo.

COLLETTIVO FEMMINISTA DEGENERI

x partecipare... contribuire... informare... lottare :
e mail: degeneri@autistiche.org